Proviamo a volare alto, più persone e meno tecnologia
Ma come? Proprio adesso che le maggiori aziende del mondo - con la scusa dell'AI - si stanno preparando a licenziare migliaia di dipendenti?
Detto così sembra un po' in controtendenza, in effetti. Anche se poi le cose andrebbero guardate con più attenzione. È vero, Amazon sta per tagliare 14 mila posti di lavoro, ma in realtà ne aveva inseriti circa 30 mila in pochissimi mesi al tempo del Covid. Quindi più che di tagli forse dovremmo parlare di riassetti, con l'AI che viene usata un po' come giustificativo e un po' anche come leva.
Ma non siamo qui per parlare proprio di questo. Vorrei spendere due parole (o ormai dovrei dire token?) per un'altra faccenda.
La tecnologia, ancora per molto tempo, non serve e non servirà a nulla se non ci sono le persone che la usano, la comandano, ne apprezzano il beneficio.
Quindi implementare una soluzione di gestione magazzino o controllo ore di lavoro per commessa non serve sostanzialmente a nulla se non coinvolgiamo le persone che lavorano in azienda in un processo di crescita e di responsabilizzazione.
Queste persone non devono "accettare" il nuovo software, lo devono volere, devono sentire che gli serve, che potrà dargli il controllo che oggi faticano ad avere.
Per questo motivo da un po' di tempo in TechMakers facciamo leva su questo. Nei casi in cui siamo coinvolti in progetti direttamente a contatto con gli end user prima di sviluppare il software facciamo alcune sessioni di coaching.
Fermi tutti. Il coaching? Si, proprio quello. Ma lasciatemi spiegare.
Alcuni anni fa sentendo la necessità di evolvere la mia professionalità ho seguito un corso intensivo di coaching con una delle migliori e più affermate scuole di coaching. Sono passato dallo scetticismo, sia sulla materia che sulla parola stessa, alla comprensione che gli esseri umani, il dialogo e l'empatia vanno messi al centro di tutto.
Quindi adesso prima di lanciarci a programmare ci sediamo con le persone che dovranno usare il software e iniziamo a fare domande, ascoltiamo, tiriamo fuori le loro vere necessità.
Non parliamo di processi, procedure, dati. Parliamo di "cosa ti da soddisfazione in quello che fai oggi?", "cosa vorresti cambiare per fare meglio il tuo lavoro?", "se fossi in questa azienda fra tre anni, che cosa vorresti vedere cambiato?".
Una sessione di un'ora, in cui vedi le persone che si esprimono, che sorridono quando devono rispondere, vale più di mille righe di codice.
Volete fare una sessione di coaching con me ? Siete scettici ? Contattatemi, parliamone. Tranquilli, che non vi vendo per forza qualcosa...